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LA TRADIZIONE COLLIGIANA |
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GLI INIZI DELLA PRODUZIONE DEL CRISTALLO A COLLE DI VAL D'ELSA
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A Colle di Val dElsa si é iniziato a lavorare
il vetro fino dal secolo XIV, come si evince dalle gabelle minori disciplinate
con le riforme solenni del 13 Gennaio e 12 Marzo 1406.
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LA PRIMA INDUSTRIA VETRARIA A COLLE': LA VETRERIA SCHMIDT
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La stagione aurea dell'industria vetraria colligiana
ha inizio con l'aprirsi del XIX secolo. Nel 1820 fu aperta una fornace
situata nei locali del convento soppresso degli Agostiniani. Promotore
della "Fabbrica di cristallerie e vetrerie" fu il vetraio
Francesco Mathis, coadiuvato dall'intervento finanziario dell'industriale
pisano Leucci e del banchiere Modigliani. Poco più tardi, nel
1834, la vetreria fu rilevata dal boemo Giovan Battista Schmid che gestì
la fabbrica sino al 1889 anno della stia morte. Schemi ne curò
la gestione e innestò gradualmente nella tradizionale vetreria
toscana, forme e tecniche produttive di lavorazione e incisione del
cristallo di matrice nordica, in particolare boema e in particolare
di cui era uno dei più importanti maestri del periodo. Da questo
momento é tutto un fiorire di attività, il miglioramento
della qualità della produzione viene affidata al maestro"
Bonheur, uno dei non pochi francesi che nel corso degli quegli anni
verranno chiamati a Colle per svolgere questa funzione. Schmid doterà
la fabbrica di una arroteria per molare i bicchieri, le cui macchine
saranno mosse dalla forza delle acque della gora dato che la lavorazione
era stata posta nel vecchio "Mulino di fuori" nella via Maremmana.
I vetrai occupati nella fabbrica erano circa cento, che arriveranno
poi nel 1870 a 170 e fornivano una produzione annua di circa 80.000
pezzi, venduti poi in tutta Italia. Nel 1841 a Firenze, in occasione
della Pubblica Esposizione dei Prodotti di Arti e Manifatture Toscana,
la vetreria Schmid fu premiata per "lalto grado di perfezione
nell'arte di fabbricare cristalli" e fra i prodotti che vennero
presentati alla mostra si fa riferimento in particolare modo ad un vaso
cilindrico "arrotondato in pieno" e a lampade incise allesterno",
i quali erano incisi a ruota secondo le tecniche e il gusto boemo. Schmid
ebbe frequenti contatti con le Cristallerie di Baccarat e, come recenti
studi hanno dimostrato, il Catalogo di Schmid era strettamente collegato
al catalogo Baccarat del 1830. Questi influssi e le ispirazioni al repertorio
grafico e pittorico boemo e tedesco per larte di incidere il vetro,
riecheggiano a lungo nella produzione colligiana. Nel 1885 riceve riconoscimenti
alle Esposizioni Universali, non ultima quella di Parigi dove vince
la medaglia d'oro.
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NASCITA DELLA VETRERIA MODESTO BOSCHI
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Nel 1911 la "Fabbrica di Cristallerie e Vetrerie"
del Cav. Nardi, cessò l'attività e venne rilevata da una
società che le diede il nome di "Elsana", proprio mentre
si assisteva ad una forte crisi nel settore produttivo del vetro bianco
e del cristallo.
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COLLE VAL D'ELSA DIVENTA LA BOHEMIA DI ITALIA
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In seguito alla chiusura della Boschi, molti
vetrai colligiani, alcuni dopo qualche anno di esperienza in vetrerie
europee, scelsero di crearsi piccole aziende. Sorsero allora la V.I.T.A.C,
poi la V.A.V., la SALC, la KRISLA, la stessa VILCA, la CALB, attuale CALP,
mentre un altro gruppo si riunì in una cooperativa nel tentativo
di mantenere in vita ciò che restava della Boschi e così
la tradizione colligiana vetraia riprese lenta mente vigore. In termini
generali si può asserire che sul piano direzionale si ebbe il formarsi
di una mentalità più "imprenditoriale" dettata
anche da spinte e stimoli derivanti dal "boom economico avutosi
in quegli anni. I nuovi imprenditori, erano in genere maestri vetrai che
tenevano in modo particolare alla difesa della propria professionalità,
e che spesso per la mancanza di capitali, necessari per la formazione
di un'azienda, si univano a imprenditori locali. A Colle vennero aperti
anche numerosi laboratori artigianali e si avviò così quel
processo di formazione del tessuto produttivo che contraddistingue questarea.
Qui, convivono più realtà che vanno dalla grande industria,
alla media industria, fino alla piccola impresa o al singolo artigiano,
e convivono produzioni di tipo automatico, semi-automatico e produzioni
artigianali. La produzione di Colle Val d'Elsa era sino al 1963 produzione
di articoli di vetro il quale era vetro superiore, cristallino, vetro
sonoro ma non ancora cristallo. "Nel 1963, presso quello che sarà
il primo nucleo della CALP, e con alcuni anni di anticipo su quella che
sarà la normativa CEE, avviene la messa a punto di tiri un vetro
trasparente con indice di rifrazione 1,545, 2,90 di densità (peso
specifico) e contenente una percentuale di ossido di piombo del 24%, ossia
che può oggi viene definito a pieno titolo, cristallo. Fino a quel
momento la produzione di cristallo in Italia essendo pressoché
irrilevante e di qualità nettamente inferiore al prodotto estero,
non riusciva creare un proprio mercato. Oggi la produzione italiana ha raggiunto un grande pregio e una grande qualità, dopo gli anni cinquanta, spinta dalla ripresa economica, l'area di Colle Val d'Elsa, chiamata oggi la Bohemia di Italia, si è andata definendo come una vera e propria "area" del cristallo non piano, arrivando a produrre oggi il 95% del cristallo prodotto in Italia (di cui il 55% destinato all'esportazione, in particolare verso la Gran Bretagna, la Germania, gli Stati Uniti), ed Il 15% di quella mondiale e diventando uno dei poli produttivi di maggior rilevanza non soltanto a livello europeo, ma addirittura mondiale.
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ATTUALE ASSETTO PRODUTTIVO COLLIGIANO
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Attualmente a Colle di Val dElsa hanno la loro
sede, oltre la Vilca tre Cristallerie, la più grande è
appunto CALP, i cui 720 dipendenti creano 60 milioni di pezzi al anno
per un fatturato di 95 milioni di euro, suddivisi nei suoi quattro marchi
RCR, Primavera di Cristallo, Da vinci, Capri Crystal, che sono esportati
in tutto il mondo.
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